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Trekking - Lago di Bolsena



L'ambiente del lago di Bolsena soddisfa ogni richiesta degli amanti del trekking. Il suo ambiente incontaminato e allo stesso tempo ricco di storia e di archeologia propone interessanti percorsi e incantevoli panorami tra storia, natura e uomo, con le sue antiche usanze, tradizioni e mestieri.
Si può quindi scegliere se percorrere tour di bosco-lago, oppure di boschi-campagna-storia o ancora di campagna-archeologia-storia. Assistere a tramonti affascinanti o inebriarsi dell’odore dei nostri nella vendemmia, dalle piccole vie e vecchie cantine o passeggiare tra la vasta testimonianza faunistica dell'ambiente ammirando squarci e viste sul lago.

Vi sono inoltre selve e riserve da vedere e percorrere:

Le Oasi protette

Di particolare interesse sono la Selva del Lamone e la Riserva Naturale di Monte Rufeno ad Acquapendente. Due realtà che ormai da anni vantano una propria organizzazione in totale coerenza con la vocazione naturale del territorio che lo ospita.

 

La via Francigena

Fu soprattutto all’inizio del II millennio che l’Europa fu percorsa da una moltitudine di pellegrini “alla ricerca della perduta Patria Celeste”. E’ noto come tre fossero le mete di queste persone in cammino: Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo, fondatori della comunità ecclesiale cristiana; la Terra Santa, sede del Golgota, e della passione di Cristo; Santiago di Compostela, estrema punta dell’Europa Occidentale, dove l’Apostolo San Giacomo aveva scelto di riposare in pace. E così l’Europa si trasformò in un grande collettore di strade, sentieri e direttrici, tutti convergenti verso i luoghi di pellegrinaggio.

L’accesso a Roma era assicurato dalla strada forse più importante dell’epoca, la via “Francigena” o “Romea” che, proveniente dalle Alpi Occidentali e dalle Regioni Renane, fu percorsa per almeno sette secoli da sovrani, imperatori, plebei e religiosi. La Via Francigena, che da Canterbury portava a Roma, è un itinerario della storia, una via maestra percorsa in passato da centinaia di migliaia di pellegrini in cammino per Roma. A quell’epoca il viaggio non era una semplice avventura, esso portava con sé un aspetto devozionale: il pellegrinaggio ai luoghi Santi della religione Cristiana.

Oggi siamo in grado di ricostruire questo itinerario grazie ad un documento lasciatoci da Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, che nel 994, tornando da Roma alla sua diocesi, scrisse il diario delle varie tappe toccate durante il viaggio. Il cammino della Via Francigena attraversava le Alpi in Valle d’Aosta e scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia nella pianura Padana, valicava l’Appennino verso Berceto, attraversava la Toscana e il Lazio per raggiungere Roma. Ancora oggi sono rintracciabili sui nostri territori frammenti e memorie di quegli itinerari che fondano la storia d’Europa.

Analizzandone una parte, qui indichiamo il percorso e le tappe della Tuscia: da Proceno, stazione di posta, ad Acquapendente, tappa fondamentale per i pellegrini, grazie ad una preziosa reliquia portata dalla Terra Santa, oggi conservata nella cripta della cattedrale; da Bolsena, importante per il ricordo del miracolo del Corpus Domini, a Montefiascone, centro medioevale noto per il suo vino; quindi Viterbo che, sviluppatosi proprio grazie alla Via Francigena, divenne uno dei cardini dell’intero percorso, ricco di ospizi, alloggi e memorie storiche.

Il passaggio della Via Francigena per Viterbo pose il problema dell’attraversamento dei Monti Cimini tentato, a seconda dei periodi, a destra e a sinistra del Lago di Vico.
Da una parte si incontrava Ronciglione e la chiesetta di S. Eusebio, dall’altra, sono riconoscibili tratti dell’antico percorso tra i boschi di castagno nei pressi dell’Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino.
Si proseguiva per Vetralla, dove una strada campestre conduceva alla chiesetta di Santa Maria in Forcassi, citata da Sigerico, quindi Capranica, Sutri, Monterosi, per poi abbandonare la Cassia per la Via Trionfale fino a Roma.

 

Gli Etruschi e i Romani: la Via Clodia

Per la sua particolare posizione geografica, la morfologia del terreno e le sue origini, riferimento e punto di partenza per uno straordinario percorso è il Parco Suburbano Marturanum di Barbarano Romano, con la sua necropoli etrusca.

Attraversando le profonde e a tratti impervie gole, scavate nell’altopiano di tufo dalle acque del torrente Biedano, si ripercorre per lunghi tratti l’antico tragitto della Via Clodia tracciata dai Romani. Seguendo poi il corso del torrente Biedano, si giunge a Blera e alla sua necropoli.

Proseguendo il torrente diventa fiume e percorre una lunga e selvaggia valle dominata da due costoni di tufo che testimoniano l’unicità della neccropoli rupestre di Norchia: un ambiente fortemente suggestivo capace di riaccendere i valori fondamentali tramandati dal popolo etrusco.