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Lat. 42.526878 Long. 11.930120
Piazza Umberto I, 1
01010 Marta (VT) Italy
Tel. ++39 076187381
(33,34 kmq - 3400 abitanti: Martani)
Marta, principale e attivo porto del Lago, è un caratteristico villaggio di pescatori. Sorge a m 314 s.l.m. sulla sponda meridionale del più grande lago vulcanico d'Italia, 23 km a NW dal capoluogo Viterbo. Al visitatore offre un discreto borgo medievale con vicoli e piazzette, arroccato attorno alla Torre dell'Orologio, un tranquillo lungolago ombreggiato da platani, ideale per riposanti passeggiate, una lunga spiaggia e un porticciolo che dà riparo a piccoli natanti nonché alle caratteristiche barche dei pescatori. E' nota per un'ottima cucina, il vino DOC Cannaiola e per la "Barabbata", bellissima e suggestiva festa popolare. Un insieme che fa di Marta un piacevole luogo da scoprire e visitare. L'origine di questo paese, in mancanza di prove accertate, è controversa. Secondo la tradizione deriva da un antico insediamento Etrusco, secondo altre tesi il suo nome deriva dal fenicio Marath. Il primo millennio lacunoso di storia ci tramanda la tragica vicenda del 534 d.C., che ha per protagonista la regina degli Ostrogoti Amalasunta, figlia di Teodorico, segregata e uccisa sull' Isola Martana. La storia accertata del paese inizia invece nel 726 d.C. quando il suo nome compare per la prima volta in un atto di donazione per la costituzione del "Patrimonio di S. Pietro in Tuscia". Nel XIII secolo è fatta costruire dal Papa Urbano IV la Rocca, edificata, secondo la leggenda, con i resti dell'antica Bisenzio, di cui rimane unicamente la Torre ottagonale oggi simbolo di Marta. Nel primo Medioevo fu aspramente contesa fra Chiesa e Signorie; fu sottomessa ai Prefetti di Vico, ai Signori di Bisenzio, ad Angelo Tartaglia, agli Orsini ed infine dal 1537 al Ducato di Castro, governato dai Farnese fino al loro declino, avvenuto con la distruzione di Castro nel 1649. In seguito a questoavvenimento, Marta ritornò al dominio della Chiesa che lo mantenne fino all'Unità d'Italia. Monumenti storici interessanti da visitare, oltre alla citata Torre dell'Orologio, sono: il palazzo rinascimentale del periodo Farnesiano che si erge accanto al Comune e soprattutto il romanico Santuario della Madonna del Monte, ristrutturato alla fine del quattrocento, eretto in cima ad un panoramico colle, poco distante dal centro storico. Questo luogo sacro per i martani è inoltre importante perché rappresenta il fulcro della tradizionale e straordinaria festa della Barabbata. L'economia di Marta, in assenza di industrie, si basa principalmente sull'agricoltura, sulla pesca e sul commercio del pesce. Tra le colture predominano la vite e l'olivo, che bene si adattano alla natura vulcanica del terreno. In quantità purtroppo limitata, si produce un ottimo vino rosso da dessert il DOC Cannaiola, mentre non ci sono problemi per il bianco "Est! Est! Est!", vanto dell'intero comprensorio del Lago. Dagli olivi i frantoi locali traggono un altrettanto ricercato e ottimo olio extra vergine d'oliva. I molti ristoratori del luogo, alimentati dai pescatori locali, offrono numerosi piatti a base di pesce fresco del lago, ma anche di mare, essendo Marta un importantissimo centro di commercio e smistamento di prodotti ittici. La ricettività è garantita unicamente dai locatori di camere o appartamenti, malgrado ciò il turismo è ugualmente molto intenso. La vicinanza a città come il capoluogo Viterbo, Terni e Roma la rende meta ideale di piacevoli scampagnate durante tutto l'anno. Il porticciolo, posto sull'incile del lago ove nasce il suo unico emissario, il Fiume Marta, ospita numerosi natanti e rappresenta il punto di partenza per escursioni verso le isole e per la pratica di sport acquatici. La spiaggia, poco distante dal centro abitato e mantenuta allo stato naturale, è in parte ombreggiata e mai eccessivamente affollata e permette una completa attività di svago ai bagnanti. Il clima è mite e costantemente ventilato: a leggere brezze si alternano, di tanto in tanto, violente e rinfrescanti tramontane che mutano piacevolmente gli umori del lago. Le serate estive sono animate dalle persone a passeggio sul lungolago e dai ragazzi presenti sui numerosi impianti sportivi.
Per quanto riguarda le feste, assolutamente da non perdere:
14 maggio - Festa della Madonna del Monte o "Barabbata"
Domenica successiva al 14 maggio - Sagra del lattarino.
BARABBATA
La straordinaria festa della Barabbata che si tiene annualmente il 14 maggio, celebra la fertilità della terra, ha origini molto antiche e sconosciute ma tradizione vuole fosse in onore della dea Cerere ed in seguito della Madonna del Monte. La caratteristica fra sacro e profano che la distingue ha fatto sì che in passato scadesse a livelli così bassi e lontani dallo spirito cristiano, da essere osteggiata dalla Chiesa, che tentativo di sopprimerla nel 1704 la titolò molto probabilmente in modo spregiativo con "Barabbata". Lo svolgimento della festa si articola in una processione d'uomini, divisi per categorie (antiche corporazioni) che si recano dalle rive del lago al piccolo Santuario della Madonna del Monte. I capitani eletti della festa guidano il corteo e precedono i due gruppi principali in cui sono divisi gli uomini, i casenghi e i bifolchi, i primi che anticamente lavoravano per il castello sono i butteri a cavallo, i fattori e gli artigiani, i secondi invece erano i contadini veri e propri a loro volta divisi in villani, seminatori, zappatori, pescatori e pecorai; tutti con gli attrezzi di lavoro, zappe, vanghe, reti, barche. Ci sono una trentina di carri chiamati "Fontane" trainati da trattori, animali, e uomini; ornati dai prodotti della terra e dell'acqua come uva, olive, grano, pesce d'ogni tipo e dimensione assieme a fiori multicolori. Su di loro direttamente durante la passata si produce il formaggio, la ricotta e il vino. Al corteo non partecipano le donne che assistono dai balconi e gettano fiori sul corteo, che procede verso il Santuario con grida d'omaggio al Santissimo Sacramento e alla Madonna del Monte. Giunti al Santuario si assiste alla Santa Messa poi sì da luogo alle Passate, tre giri della Chiesa entrando dalla porta principale e uscendo da una secondaria che ogni "categoria" compie in omaggio alla Madonna. Ogni parola in ogni modo non potrà mai descrivere i mille colori e il tripudio di felicità dei partecipanti che coinvolge il semplice spettatore.
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